Intervista a Manuel Cinque, autore di: “Come un equilibrista”

Uno dei presentatori del festival Libri in Valle, lo scorso maggio, è stato Manuel Cinque, giovane intrattenitore di talento. Chiavennasco, classe 1984, ha pubblicato qualche anno fa, con discreto successo, il suo primo libro: “Storia di un’amicizia”. Quest’anno è uscita la sua seconda opera, “Come un equilibrista”, mentre a breve sarà disponibile una sua raccolta di poesie: “Rime sparse in versi diversi”. Ho fatto quattro chiacchiere con lui ed ecco l’intervista.

Raccontaci un po’ di te, cosa fai nella vita?

Al momento, perché di anno in anno ho sempre cercato di fare cose nuove, direi che collaboro con il Consorzio per la promozione Turistica della Valchiavenna, faccio lo speaker/animatore in diverse tipologie di eventi e per tutti i target (bambini e adulti), sono istruttore mini basket e come esperto esterno seguo anche vari progetti nelle scuole elementari di tutta la valle ed infine ricopro il ruolo di educatore presso gli oratori della mia città. Direi che queste comunque sono le mansioni principali, non mi annoio insomma.

Manuel Cinque

Sei decisamente una persona molto dinamica e impegnata in mille attività. Come riesci a incastrare in tutto questo anche il tempo per la scrittura? Qual è, per te, il momento ideale per scrivere?

La scrittura nasce casualmente in realtà con la spinta emozionale di un rapporto vissuto intensamente negli anni passati che mi ha portato a voler fare un regalo speciale ad un paio di persone altrettanto speciali. Il mio momento ideale per scrivere è sempre stato la sera o meglio ancora la notte, unici momenti in cui forse trovo del tempo per farlo rispetto ai mille impegni che derivano dai vari ruoli ricoperti sia a livello lavorativo che su quello personale.

Questo è il tuo secondo romanzo, dopo “Storia di un’amicizia”. Di cosa parla “Come un equilibrista”?

“Come un equilibrista”, così come il precedente in fondo, parte da qualcosa vissuto in prima persona, chi mi conosce lo scopre subito, per poi perdersi nel romanzo ed in cose più o meno inventate. Il protagonista del racconto si chiama Francesco che nel corso della storia vive e ci fa vivere l’amore con alcune delle sue mille sfaccettature, accompagnato dal suo sogno di diventare un cantautore famoso.

Ti piace narrare di sentimenti umani. Come mai questa propensione?

I sentimenti, a mio avviso, sono quelli che fanno muovere il mondo, le scelte di tutti, volenti o nolenti. Hanno avuto sempre una parte importante nella mia vita, nel bene o nel male, guidandomi fino ad oggi, soddisfatto e fiero di quello che sono. Talmente importanti che hanno calamitato anche la mia scrittura portandomi a cercare di raccontare quel qualcosa facile da provare ma spesso complicato da descivere.

Ti sei affidato all’autopubblicazione. Come ti sei trovato a dover svolgere tutte le fasi dell’editoria da solo? È stato difficile?

L’autopubblicazione è stata una vera scoperta sensazionale. “Storia di un’amicizia” doveva nascere sottoforma di una decina di copie massimo e diventare semplicemente un regalo come prima ti dicevo. Invece mi sono lanciato e fortunatamente cadendo in piedi, anzi non cadendo proprio direi.

Tutte le fasi dell’editoria sono state un bell’impegno, ovviamente, ma ti dirò che la soddisfazione finale è stata tanta. Sia nella parte dell’impaginazione e della copertina, sia della parte promozionale che tutt’ora è in corso e che sotto sotto non finisce mai. Quindi direi che non è stato complicatissimo, ma certo bisogna avere o trovare il tempo per farlo.

Presto uscirà anche un terzo libro, una raccolta di poesie. Vuoi parlarci anche di questo progetto?

Proprio in questi giorni ho dato il via alla promozione di “Rime sparse in versi diversi”, una raccolta di poesie in rima, come giustamente hai detto. È in parte una cosa nuova, anche se i miei lettori hanno già avuto qualche anticipazione del genere nei miei precedenti due romanzi. Non so come andrà ma mi andava di provarci. Nella vita, in fondo, prende sempre più consistenza in me il pensiero di averne solo una, che, nel limite del possibile, voglio giocarmi alla grande.

Quali sono le letture o gli scrittori a cui sei più legato e che ti hanno influenzato?

Sicuramente Fabio Volo è quello che ho seguito di più negli ultimi anni, ma anche Alessandro Baricco, Alessandro D’Avenia, Carlos Ruiz Zafòn e Shakespeare, oltre ad altri su cui di tanto in tanto ho il tempo di spaziare.

Oltre ai libri, ho sempre ascoltato moltissima musica che reputo come altra forma di scrittura impotante per la mia formazione e cito su tutti Jovanotti, ma anche Renato Zero, Ligabue, Cesare Cremonini, Eros Ramazzotti, Lucio Battisti, Ultimo e tantissimi altri.

Hai altri progetti per il futuro?

Io di progetti ne ho sempre un sacco e fin troppi, infatti poi capita che non si realizzano per nulla o in corso d’opera cambiano strada, forma o contenuto.

Per quanto riguarda nuovi libri un paio di idee le ho e spero di riuscire a portarle avanti, anche se in fondo sarà poi l’ispirazione ed il momento giusto a dettare i tempi e la volontà, come per me è sempre stato.

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