La polemica inutile sulla pubblicità “libro-rifiuto”

Verso la fine di febbraio si è tanto discusso in merito a una pubblicità del comune di Corato, dove veniva mostrata l’immagine di un libro affiancata a quella di un lettore e-book con la scritta: “Preferisci i prodotti durevoli con minore impatto sull’ambiente. Produrre meno rifiuti è una tua scelta“.

Le reazioni sono state molteplici e in gran parte hanno gridato allo scandalo. Questo, riassumendo, per il fatto che i libri sarebbero stati paragonati a dei rifiuti e che la plastica dei lettori e-book risulterebbe più inquinante della carta.

Ora, da una parte capisco come un lettore o uno scrittore possa sentirsi punto sul vivo e che il comune non abbia scelto la linea più facile per trasmettere il concetto, però voglio spezzare una lancia a favore di quest’ultimo. Lo so, arrivo in ritardo rispetto alla polemica, ma ho preferito parlarne a toni più spenti e con la possibilità di avere più facilmente un tranquillo confronto. Analizziamo, dunque, questi due aspetti importanti:

  1. i libri possono ritenersi un “rifiuto”? Se sì, può danneggiare in qualche modo l’ambiente? Considerate il fatto che sono il primo a sentirsi male quando vede un libro buttato nel cassonetto e capisco anche chi propone idee come donarli alle biblioteche, agli ospedali o ad altri enti, piuttosto che gettarli nell’immondizia. Non si tiene da conto, però, ciò che si cela dietro al sipario. C’è un mondo, che molti di noi ignorano, fatto di tonnellate di libri portate in un luogo chiamato macero. Ogni editore produce e stampa una quantità di libri di cui riuscirà a venderne solo una parte. Gli invenduti, restituiti al mittente dalle librerie, vengono conservati nei magazzini solo per un certo periodo di tempo per poi essere distrutti. Quanti alberi vengono tagliati inutilmente per dei libri che non verranno mai letti e che compiono un breve percorso che li porta a essere dei rifiuti? Parecchi. E senza contare quelli tagliati per stampare i libri di Moccia, che è un’altra storia;
  2. la plastica è davvero più inquinante della carta? Spesso lo è, questo è chiaro, ma solo per quei prodotti che non sono progettati per durare a lungo. La plastica, infatti, è un materiale ideato per evitare gli sprechi, per avere prodotti durevoli, invece di altri che devono essere costantemente rimpiazzati per l’usura. Non è stata ideata, dunque, per cose usa e getta. C’è un video interessante, dell’attore Roberto Mercadini, che parla dell’argomento menzionando, per esempio, le cannucce (lo trovate a questo link). Nel caso menzionato nella pubblicità, il lettore e-book è un oggetto creato per durare nel tempo e, di conseguenza, non è da considerarsi come “inquinante”;
  3. se il mercato degli e-book dovesse soppiantare quello cartaceo, non esisterebbe più il problema dello smaltimento dell’invenduto e quindi del macero. Di conseguenza, ci sarebbero molti meno alberi tagliati per la produzione della carta e l’ambiente ne gioverebbe.

In conclusione, capisco la reazione emotiva di gran parte dei lettori, ma gridare allo scandalo per l’associazione libro-rifiuto non aveva, a mio avviso, molto senso.

Sspesso bisogna prendersi il tempo per analizzare al meglio un concetto, così da capire a fondo quanto si stia cercando di comunicare.

Fatemi sapere la vostra opinione sull’argomento.