Il riassunto della seconda tappa di Libri in Valle

Ripetersi non è mai semplice né scontato. Così, dopo il pienone di Chiavenna e la soddisfazione di tutti i partecipanti, ci si chiedeva se questo clima si sarebbe protratto per tutto il festival oppure no.

Eppure, la magia si è ripetuta. Venerdì 3 maggio, alle 20:00, Libri in Valle ha fatto tappa ad Ardenno e il locale gentilmente concesso da Anna Rossi, alla Fondazione Ulisse, si è di nuovo riempito di lettori.

La moderazione era affidata a Rita Pezzola, che con la sua preparazione storica da archivista ha saputo andare in profondità in merito ai testi trattati, trovando un punto in comune: quello del legame con il passato.

L’ospite d’onore, infatti, era Alessandro Barbaglia, finalista al premio Bancarella nel 2017 con “La Locanda dell’Ultima Solitudine” (Mondadori). In quest’occasione ha presentato il suo secondo romanzo: “L’atlante dell’invisibile“. Una storia molto poetica e fiabesca, in pieno stile di Barbaglia, con protagonisti tre bambini che vedono seppellire la vallata in cui sono cresciuti, da un lago artificiale. Si parla di tutte le cose invisibili che ci tengono vivi: l’amore, il respiro, la felicità e molto altro. Cose che ci rimangono addosso, anche quando le cose materiali spariscono alla nostra vista. Ma si parla anche di Fausto Coppi e di una Milano-SanRemo che avrà una profonda influenza sulla vita di uno dei protagonisti.

Barbaglia non ha solo intrattenuto parlando del proprio romanzo, ma ha anche narrato degli aneddoti con una capacità oratoria che ha incantato il pubblico. Ci ha raccontato di quando ha ucciso il Re dei Ragni e di quando da piccolo è stato pizzicato dai Krampus, facendoci divertire ed appassionare alle sue storie.

L’intervallo musicale che ne è seguito, ha visto esibirsi due componenti della Scarlet Band: Simona Scarlet e Dino (Salvatore Fontana). La coincidenza ha voluto che Dino avesse lo stesso nome di uno dei bambini del romanzo di Barbaglia e che lavorasse in una centrale idroelettrica.

A seguire, abbiamo avuto modo di ascoltare la presentazione di “Allegra!“, il romanzo del giovane scrittore Emanuele Martinelli. Pur essendo un romanzo futuristico e distopico, ambientato nel ventiduesimo secolo, si parla anche qui di passato. Il protagonista, Brian, fugge da un mondo globalizzato e standardizzato, con persone isolate e collegate tra loro soltanto dai social e vittime della moda, partendo per una Bormio abbandonata. C’è un richiamo alle radici, alla propria cultura e un ritorno alle tradizioni e alla lingua d’origine, in questo caso l’engadinese, di cui “allegra” è il saluto più comune.

Abbiamo anche parlato de “La casa delle farfalle” (Rizzoli) di Silvia Montemurro, assente a causa di problemi di salute. Il romanzo meritava comunque il suo spazio ed è stato interessante parlare sia del modo di scrivere della scrittrice chiavennasca e sia dei riferimenti al periodo della seconda guerra mondiale.

Infine, in chiusura, c’è stata la mia presentazione della saga Jolly Roger. Ho avuto modo di spiegare il significato di questa parola, il suo utilizzo, e abbiamo parlato, oltre dei protagonisti dei cinque libri, anche di personaggi realmente esistiti, come l’Olonese e Barbanera

In conclusione, ancora una volta è stata una piacevole serata. Libri in Valle sta viaggiando a gonfie vele, raggruppando non solo i lettori della valle, ma anche scrittori che, venendo a conoscenza del successo di questa iniziativa, si stanno già prenotando per partecipare l’anno prossimo.

Al momento, però, ci concentreremo sulla terza tappa, che sarà a Sondrio, venerdì 17 maggio, al Nuovo Portico (zona Scarpatetti) sempre alle 20:00. Avremo come ospite Michele Gazo (Lorenzo il Magnifico, Mondadori), oltre che il sottoscritto, Eloisa Donadelli e Sara Pusterla, con le musiche di Sbizza.

Il riassunto della prima tappa di Libri in Valle

Sabato 27 aprile si è svolta la prima tappa del festival Libri in Valle. Mi sembra ieri quando al tavolo della Fondazione Ulisse, insieme a Paula e Roberto di Valtellinarte, mettevamo giù le basi di quello che ora si sta concretizzando sotto i nostri occhi.

L’emozione è stata tanta. Non sapevamo cosa aspettarci e come sarebbe stata la risposta del pubblico. Ero entusiasta, comunque, di aver unito una squadra formidabile di scrittori, locali e non, fatta di persone alla mano e ben disposte a costruire qualcosa insieme. Ero anche contento di poter iniziare nella mia valle, la Valchiavenna, e di portare avanti questo progetto con un’associazione a cui sono molto legato e che ai tempi in cui era gestita da Silvana Bassola, mi aveva sostenuto e seguito nei primi passi nel mondo della scrittura.

Posso dire che tutto è andato davvero come sperato, se non perfino di più. Dopo i primi minuti in cui sembrava non arrivasse nessuno e in cui mi sono scambiato qualche occhiata sfiduciata con Paula, ha iniziato ad arrivare talmente tanta gente da riempire l’intero locale.

Così la magia è iniziata. Manuel Cinque, autore, speaker e intrattenitore, ha dato il via a questa prima edizione con una conduzione magistrale, intervistando nella prima ora la nostra ospite d’onore: Rosa Teruzzi, caporedattrice della trasmissione Quarto Grado e autrice del romanzo “Non si uccide per amore”.

Avere Rosa in questa serata è stata per me fonte di felicità e orgoglio. La conobbi a Novara l’anno scorso, sfidandola insieme ad altri 18 autori al Novara in Bionda, evento organizzato daAlessandro Barbaglia e Paolo Roversi. In questa sorta di gara, gli scrittori dovevano presentare la propria opera al pubblico in soli cinque minuti, mentre bevevano un bicchiere di birra media. Alla fine vinse proprio Rosa.

La sua presenza frizzante è molto piaciuta al pubblico di Chiavenna e su questo non avevo alcun dubbio. Questo sia per la sua personalità e sia per i romanzi ambientati nella vicina Colico. Si è parlato anche molto di scrittura e di quanto sia importante essere tenaci, se si vuole raggiungere un obiettivo. La scrittrice ci ha anche confidato di aver avuto più di una trentina di rifiuti, prima di arrivare alla pubblicazione con Sonzogno.

Dopo di lei c’è stato un intervallo musicale da parte di Francesca dei Bleu Klein. Chitarra e microfono sono bastati per incantare il pubblico per ben 15 minuti e siamo rimasti tutti quanti affascinati nell’assaporare un talento nostrano di questo tipo (e che ho potuto gustare anche in seguito con il cd di quattro tracce che Francesca mi ha gentilmente regalato).

Nella seconda ora, Manuel ha intervistato una alla volta le tre autrici valtellinesi: Eloisa Donadelli, Miriam Briotti ed Eleonora Rossetti.

Il bello di queste presentazioni è stato il fatto di aver parlato anche di tematiche diverse, che hanno potuto rispecchiare la personalità delle scrittrici. Con Eloisa abbiamo chiacchierato del romanzo “Le voci delle betulle“, ma anche di giovani che hanno un grande potenziale, pur essendo molto fragili. Questo perché Eloisa insegna al Liceo Artistico di Morbegno.

Con Miriam Briotti, autrice de “Il mistero dell’isola di ghiaccio“, abbiamo parlato di viaggi e della bellezza dell’Islanda, mentre con Eleonora Rossetti abbiamo trattato le tematiche del suo romanzo di fantascienza, Chimera, e delle sue passioni, tra cui il gioco di ruolo dal vivo.

Gli applausi sono stati molteplici e fragorosi. Il divertimento era a mille, con la simpatia del conduttore e il figlio di Miriam di tre anni, Leonardo, che ci ha donato dei simpatici siparietti.

Una delle cose che ci stiamo portando tutti nel cuore, dopo questa serata, è stata l’alchimia che si è creata con il pubblico e fra gli stessi artisti. Libri in Valle nasce lì, a Chiavenna, tra sorrisi e passione, convinti di aver messo le basi a qualcosa di eccezionale e che speriamo di portare avanti ancora a lungo.

Adesso non ci resta che concentrarci sulla seconda data, venerdì 3 maggio, ad Ardenno, alla Fondazione Ulisse. Lo stesso posto dove tutto è nato. Questo insieme ad Alessandro Barbaglia, Silvia Montemurro, Emanuele Martinelli e Simona Scarlet.