Il riassunto della prima tappa di Libri in Valle

Sabato 27 aprile si è svolta la prima tappa del festival Libri in Valle. Mi sembra ieri quando al tavolo della Fondazione Ulisse, insieme a Paula e Roberto di Valtellinarte, mettevamo giù le basi di quello che ora si sta concretizzando sotto i nostri occhi.

L’emozione è stata tanta. Non sapevamo cosa aspettarci e come sarebbe stata la risposta del pubblico. Ero entusiasta, comunque, di aver unito una squadra formidabile di scrittori, locali e non, fatta di persone alla mano e ben disposte a costruire qualcosa insieme. Ero anche contento di poter iniziare nella mia valle, la Valchiavenna, e di portare avanti questo progetto con un’associazione a cui sono molto legato e che ai tempi in cui era gestita da Silvana Bassola, mi aveva sostenuto e seguito nei primi passi nel mondo della scrittura.

Posso dire che tutto è andato davvero come sperato, se non perfino di più. Dopo i primi minuti in cui sembrava non arrivasse nessuno e in cui mi sono scambiato qualche occhiata sfiduciata con Paula, ha iniziato ad arrivare talmente tanta gente da riempire l’intero locale.

Così la magia è iniziata. Manuel Cinque, autore, speaker e intrattenitore, ha dato il via a questa prima edizione con una conduzione magistrale, intervistando nella prima ora la nostra ospite d’onore: Rosa Teruzzi, caporedattrice della trasmissione Quarto Grado e autrice del romanzo “Non si uccide per amore”.

Avere Rosa in questa serata è stata per me fonte di felicità e orgoglio. La conobbi a Novara l’anno scorso, sfidandola insieme ad altri 18 autori al Novara in Bionda, evento organizzato daAlessandro Barbaglia e Paolo Roversi. In questa sorta di gara, gli scrittori dovevano presentare la propria opera al pubblico in soli cinque minuti, mentre bevevano un bicchiere di birra media. Alla fine vinse proprio Rosa.

La sua presenza frizzante è molto piaciuta al pubblico di Chiavenna e su questo non avevo alcun dubbio. Questo sia per la sua personalità e sia per i romanzi ambientati nella vicina Colico. Si è parlato anche molto di scrittura e di quanto sia importante essere tenaci, se si vuole raggiungere un obiettivo. La scrittrice ci ha anche confidato di aver avuto più di una trentina di rifiuti, prima di arrivare alla pubblicazione con Sonzogno.

Dopo di lei c’è stato un intervallo musicale da parte di Francesca dei Bleu Klein. Chitarra e microfono sono bastati per incantare il pubblico per ben 15 minuti e siamo rimasti tutti quanti affascinati nell’assaporare un talento nostrano di questo tipo (e che ho potuto gustare anche in seguito con il cd di quattro tracce che Francesca mi ha gentilmente regalato).

Nella seconda ora, Manuel ha intervistato una alla volta le tre autrici valtellinesi: Eloisa Donadelli, Miriam Briotti ed Eleonora Rossetti.

Il bello di queste presentazioni è stato il fatto di aver parlato anche di tematiche diverse, che hanno potuto rispecchiare la personalità delle scrittrici. Con Eloisa abbiamo chiacchierato del romanzo “Le voci delle betulle“, ma anche di giovani che hanno un grande potenziale, pur essendo molto fragili. Questo perché Eloisa insegna al Liceo Artistico di Morbegno.

Con Miriam Briotti, autrice de “Il mistero dell’isola di ghiaccio“, abbiamo parlato di viaggi e della bellezza dell’Islanda, mentre con Eleonora Rossetti abbiamo trattato le tematiche del suo romanzo di fantascienza, Chimera, e delle sue passioni, tra cui il gioco di ruolo dal vivo.

Gli applausi sono stati molteplici e fragorosi. Il divertimento era a mille, con la simpatia del conduttore e il figlio di Miriam di tre anni, Leonardo, che ci ha donato dei simpatici siparietti.

Una delle cose che ci stiamo portando tutti nel cuore, dopo questa serata, è stata l’alchimia che si è creata con il pubblico e fra gli stessi artisti. Libri in Valle nasce lì, a Chiavenna, tra sorrisi e passione, convinti di aver messo le basi a qualcosa di eccezionale e che speriamo di portare avanti ancora a lungo.

Adesso non ci resta che concentrarci sulla seconda data, venerdì 3 maggio, ad Ardenno, alla Fondazione Ulisse. Lo stesso posto dove tutto è nato. Questo insieme ad Alessandro Barbaglia, Silvia Montemurro, Emanuele Martinelli e Simona Scarlet.

Ho letto “Chimera” di Eleonora Rossetti

Si conclude il secondo mese dell’anno e la quota di libri letti sta mantenendo il passo giusto per raggiungere quella annuale che mi ero prefissato (30 libri).

Per chi si fosse perso le mie letture di gennaio, ecco il link all’articolo, dove si parla di: Moby Dick, Mary Read e Non si uccide per amore.

Venendo a febbraio, ho avuto modo di scoprire un’autrice valtellinese, Eleonora Rossetti, e di leggere un classico della letteratura (di cui vi parlerò in un altro post). Andiamo per ordine, parlando di “Chimera”, di Eleonora Rossetti, edito da La Corte Editore.

Tempo fa lessi un post di Dario Tonani, autore di Naila di Mondo 9, che ho letto l’anno scorso (dimenticandomi di metterlo nel post di riepilogo delle letture del 2018, insieme a un paio di altri romanzi, ahimé), dove si diceva che la fantascienza odierna stia trascurando troppo l’aspetto dell’intrattenimento, perdendo così interesse del grande pubblico. Nel caso del romanzo di Eleonora non è così. Viene trattata una tematica molto interessante e che può essere oggetto di riflessione, ossia la simbiosi tra tecnologia e cervello, il tutto senza tralasciare l’azione vera e propria, che coinvolge dalla prima all’ultima pagina.

Credo che l’argomento del cervello stia prendendo sempre più piede in questo genere di romanzi, così come nella cinematografia. Se un tempo ci si concentrava molto di più sulla robotica nel senso ampio del termine, oggi l’argomento di punta sembra stia diventando proprio questo: il cervello. Basti pensare a serie televisive come Altered Carbon o Travelers. Io stesso, nel progetto Backup, insieme ad altri tre autori, stiamo toccando questo tema che ha ancora tanto da dire.

Passando a Chimera, ecco la trama:

Jonathan Sniper è sempre stato alla ricerca dello scoop del secolo, ma non avrebbe mai immaginato di finirci in mezzo. Tutto precipita una notte, quando si ritrova in mezzo alla strada con una pistola in tasca e i vestiti sporchi di sangue non suo. Non sa come sia arrivato lì: l’ultima cosa che ricorda è che stava aiutando uno sconosciuto a sfuggire a dei malviventi. Un uomo che, nei suoi ultimi istanti, gli ha inoculato qualcosa. Da quel momento, il buio. Adesso è lui a ritrovarsi braccato, non solo dalla polizia, ma anche da misteriosi individui che cercano di catturarlo con ogni mezzo per recuperare ciò che gli è stato affidato senza il suo consenso. Qualcosa che ora gli sussurra nella testa, a volte consigliandolo, a volte ostacolandolo, ma addirittura prendendo il comando del suo corpo: una coscienza estranea, artificiale, che rivendica la sua presenza, ripetendo “io sono Jonathan”. Tra vuoti di memoria, inseguimenti, inganni e alleati insperati, Jonathan dovrà capire cosa nasconde dentro di sé prima ancora di svelare i misteri che lo circondano. E scoprirà a sue spese che, se da un lato un’intelligenza artificiale non conosce le emozioni, dall’altro la natura umana, sotto la patina dell’etica e della morale, è la più brutale che esista al mondo. “

Ho trovato il libro molto appassionante. La preparazione di Eleonora Rossetti sulle tematiche trattate è notevole. Si parla di droni, di mondo digitale, di cervello, di armi e molto altro e in ognuno di questi campi non si ha la sensazione di terminologie buttate a caso ma di una precisione che rafforza la fiducia del lettore verso la scrittrice. Questa fiducia porta la storia a essere credibile, pur essendo in un’ambientazione futuristica e di fantasia. Mi ha ricordato tanto i romanzi del compianto Michael Crichton che, come dissi in un vecchio post, è stato il primo autore a cui mi sono affezionato.

Eleonora Rossetti

Il romanzo, in conclusione, mi è piaciuto molto. Si divora in poco tempo proprio a causa del ritmo sempre alto (forse anche troppo, lasciando pochi momenti di respiro). Il protagonista è molto ben caratterizzato anche se la soluzione del suo dramma interiore mi è parsa molto telefonata e non ho avuto l’effetto sorpresa al momento della rivelazione che metteva tutti i tasselli al loro posto. Anche i personaggi secondari sono molto interessanti e la trama è gestita magistralmente.

Lo straconsiglio sia agli appassionati di fantascienza ma anche a quelli di avventura e di azione. Spero che Eleonora Rossetti continui a scrivere questo genere letterario perché è in gamba ed è un’ottima penna che farà parlare di sé.