Ho letto: I nuovissimi X-Men #1

Buongiorno amici lettori.

Come già detto in passato, ho iniziato a leggere i fumetti della collana “Marvel Now“, creata apposta per chi, come me, è alle prime armi con questo mondo in formato disegno.

Per chi volesse dare un’occhiata alla mia recensione dei tre volumi degli “Avengers” e a quello di Thor, ecco i relativi link: qui e qui.

Passiamo ora al volume che tratterò in questo articolo: I nuovissimi X-Men, gli eroi di domani.

Ci troviamo in una situazione complicata ma che, attraverso i dialoghi, si dipana davanti anche ai nuovi lettori. Per capirla appieno, però, credo sia necessaria almeno un’infarinatura attraverso le pellicole cinematografiche, che ci permettono di capire chi siano determinati personaggi, citati ma che non compaiono.

La scuola degli X-Men (la Xavier School) è diretta, dopo la morte del Professore, da tre mutanti di spicco: Kitty Pride, Wolverine e Tempesta. Il trio cerca di portare avanti gli ideali del Professore e di mantenere la pace tra umani e mutanti. Essendo la scuola rimessa a nuovo, soprattutto nel suo organico, il gruppo si fa chiamare, perlappunto: i Nuovissimi X-Men.

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Sorgono però dei problemi. Ciclope, che un tempo era un altro membro di spicco della scuola, si è rivoltato ai suoi vecchi amici creando uno scisma (di cui si parla in un altro volume che straordinariamente ho in casa e che non fa parte del ciclo Marvel Now). Ciclope vuole reagire ai soprusi che gli umani stanno attuando ai danni dei mutanti e agli arresti che stanno svolgendo. Molti ragazzi, inconsapevoli dei propri poteri, infatti, stanno finendo dentro le sbarre. Insieme a Magneto, Eva Frost e Illyana, Ciclope compie degli attacchi per liberare alcuni ragazzi dalle grinfie dell’esercito. Attacchi che finiscono per creare degli scontri e intensificare la tensione tra le due razze.

Bestia (alias Henk), uno dei Nuovissimi X-Men più anziani, decide di sfruttare una macchina del tempo di sua invenzione, così da portare nel presente il Ciclope del passato. Il suo scopo è quello di mettere Ciclope davanti a ciò che era prima di diventare un terrorista e riprendere il controllo di sé.

Il mutante riesce nel suo intento, ma insieme al Ciclope del passato, porterà anche il giovane sé stesso, il mutante chiamato Angelo, Bobby (l’uomo ghiaccio) e Jean Grey. Quest’ultima è stata una vecchia fiamma sia di Wolverine che di Ciclope e rivederla porterà scompiglio in entrambi.

Il Ciclope del passato riesce così a incontrare quello del presente, ma l’incontro porterà a un’inevitabile battaglia.

Passiamo ora alla mia opinione.

La storia è ben fatta. Per quanto inizialmente ci si possa sentire un po’ disorientati, non conoscendo bene gli eventi che abbiano portato alla situazione attuale, lo stratagemma di portare al presente gli X-Men del passato è un ottimo modo per permettere ai nuovi lettori di cominciare da capo la saga dei mutanti, leggendo le loro avventure di quando erano giovani, pur non perdendo il filone canonico.

I due personaggi di spicco di questo volume sono sicuramente Bestia e Ciclope. Il primo è colui che muove la trama e il suo svolgimento, ideando il piano e portandolo all’attuazione. Il secondo è quello che si può definire “protagonista” approfondito e sviscerato, così che non appaia come un semplice villain senza spessore ma come un personaggio a tutto tondo con le sue motivazioni e i suoi perché. Al primo darei un bell’8 (avrei dato di più ma il suo regredire alla prima mutazione gli ha fatto perdere il fascino che aveva con quella nuova, molto più leonina), mentre al secondo un bel 9 (il 10 se l’è perso dopo la figura da fesso che ha fatto quando Magneto ha fatto cilecca, rischiando di farsi schiacciare da un auto).

Tutti gli altri fanno da sfondo. Di Angelo non sappiamo ancora niente ed è quello più insipido (5). Bobby ottiene più visibilità, invece, con le sue battute e devo ammettere che mi sono piaciute, strappandomi anche qualche risata (7). Jean Grey ci concede un breve riassunto di tutto ciò che ci siamo persi nei suoi confronti, grazie a Bestia che entra nella sua testa e che ci propone diverse immagini di ciò che ha compiuto fino alla morte (eh sì, perché nel presente Jean è morta). Per lei voto 6. Anche la Frost e Illyana hanno ben poco da dire (5) e Wolverine fa ancora poco e niente. Quest’ultimo l’avevamo già trovato nei volumi di Avengers e sto aspettando pazientemente che entri in azione e faccia qualcosa di concreto (5). Infine, diamo il voto a Magneto, di cui è rimasto ben poco da temere. Appare come un vecchietto che vuole essere minaccioso ma che in mancanza dei suoi poteri fa delle magre figure e soccombe davanti alla figura predominante di Ciclope (5 anche per lui).

Nonostante la marea di voti insufficienti, ritengo che lo spessore del personaggio di Scott Summers (Ciclope) regga l’intera storia, rendendola intrigante e suggestiva. Non posso, quindi, che dare un bell’8 al fumetto, aspettando di leggere la continuazione.

A presto!

Fumetti: Thor. Il macellatore di déi.

Buongiorno amici lettori.

Come scrissi in un altro post, mi sono messo da poco a collezionare i fumetti della Marvel Now, una nuova serie Marvel che si propone di avvicinare i nuovi lettori a storie vecchie di decenni. Ero partito con i numeri di Mondo Avengers, di cui ho parlato qui, ma mi sono poi reso conto, attraverso un affidabile sito, che non erano i primi volumi della collana.

Dopo una breve ricerca, ho capito che il numero di Thor, Il macellatore di déi, era quello che cercavo. Ve ne parlo subito qui sotto.

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Facciamo un passo indietro, rispetto ai fumetti Avengers. Troviamo un Thor, nello spazio, alle prese con un’entità che riemerge dal suo passato: Gorr, il Macellatore di Dei.

Questo nemico, conosciuto da Thor già nel IX secolo D.C. semina morte tra le divinità, uccidendole in maniera crudele nel corso dei secoli. Queste divinità vengono catalogate come “divinità scomparse” e nessuno si è mai preso la briga di verificare cosa gli fosse successo veramente. Thor, però, trovando collegamenti a ciò che aveva visto secoli prima, decide di recarsi sui pianeti di questi déi, trovando uno scenario spaventoso. Inizia così la sua ricerca di Gorr e il disperato tentativo di fermarlo.

Consideriamo ora alcuni aspetti nel dettaglio:

  1. La sceneggiatura: ottima dal mio punto di vista. Questo, in primis, perchè a differenza del caotico Mondo Avenger, fa sentire il neofita lettore a suo agio, grazie a tre strisce temporali (Passato, presente e futuro) che danno spessore al personaggio, rendendo chiara la sua psiche e diversi aspetti della personalità di Thor, oltre a chi è, da dove viene ecc… Molto chiara e comprensibile mi ha molto coinvolto;
  2. Il protagonista: come dicevo, Thor è stato ben tratteggiato. Lo troviamo nel passato, arrogante e presuntuoso, nel presente con i suoi carichi di responsabilità e il suo senso del dovere, così come nel futuro, amareggiato e vecchio per ciò che il suo nemico è riuscito a fare. Oltre a questi collocamenti temporali abbiamo anche dei viaggi nel tempo che permettono di non dare nulla per scontato. Se in Mondo Avenger avevo dato 8 a Thor, penso di confermare il mio voto anche in questo volume;23_13772121855554
  3. L’antagonista: che dire di Gorr? Mi è piaciuto parecchio. Questo sia per la sua potenza, mettendo davvero in difficoltà l’eroe di Asgard, e sia per il suo background, appena tratteggiato ma subito comprensibile, con un astio verso tutte le divinità, troppo impegnate nelle proprie faccende da non aver aiutato il suo popolo sofferente. L’unica cosa che non viene resa nota è l’acquisizione dei suoi poteri. Chissà se verrà spiegato in seguito.23_13827889922846

In questo volume c’è anche una comparsata di Iron Man, che aiuta Thor nel raggiungere un obbiettivo. Poca cosa, poche battute, ma veniamo a sapere che Tony Stark è impegnato in alcuni viaggi sulla luna.

Che dire quindi? Se ho dato 8 al personaggio, mi sento di dare 9 alla storia. Finalmente inizio a sentirmi a mio agio nel mondo Marvel Now.

A presto ciurma!

 

Fumetti: Marvel Now e gli Avengers.

Buongiorno a tutti.

Dopo aver collezionato tutti i film della Marvel del progetto MCU (da quello di Iron Man che ha dato il via a tutto fino all’ultimo disponibile in dvd: Spiderman Homecoming), ho iniziato a coltivare il desiderio di approcciarmi anche all’universo fumettistico dei super-eroi. La domanda che mi sono posto sin da subito, però, è stata: da dove iniziare?

Chiederselo è legittimo, considerando che la “Casa delle Idee” è stata fondata nel 1939, con la conseguenza che molti dei suoi personaggi sono in circolazione da altrettanto tempo e quindi i fumetti e le storie sono davvero tante.

Mentre cercavo di orientarmi in questo mare immenso di eventi, intrecci e volumi secondari, grazie all’aiuto di alcuni gruppi Facebook dedicati ai fumetti, sono venuto a conoscenza della creazione di una serie intitolata “Marvel Now” che, seppur non resetti l’universo della Marvel, presenta storie nuove con lo scopo di dare il “benvenuto” ai nuovi lettori e accompagnarli all’interno di questo mondo.

Ho così ordinato le prime tre copie, che corrispondono a: Mondo Avengers; L’ultimo evento bianco e Preludio a Infinity. Sembra che sia un buon punto di partenza, anche se poi, come vi dirò in seguito, alcune cose non vengono spiegate benissimo. Il mio approccio e la mia recensione sarà comunque non tanto da esperto ma, al contrario, da principiante che si trova fra le mani una storia creata apposta per quelli come lui. Vedremo quindi che ne salta fuori.

Trama (ossia: quello che ho capito in una piccola sintesi): la Terra sta subendo degli attacchi attraverso delle bombe biologiche che vengono lanciate da Marte. Capitan America e IronMan riescono a rintracciarne l’origine e assemblano una squadra (gli Avengers o Vendicatori) per poter rispondere all’attacco e contrastare il nemico. Parte della storia parla proprio di questo scontro e dei nemici che hanno ideato e realizzato l’aggressione: i gemelli Ex Nihilo e Abyss e il robot Alph. La restante, invece, si concentra sulle 7 zone in cui sono cadute le bombe biologiche, con le relative conseguenze e nemici.

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Il voto che darei a questa trama è 7.5. Risulta interessante e con ottimi spunti (ogni sito in cui è caduta una bomba ha degli effetti diversi e porta al crearsi di ulteriori sottotrame) ma a volte si perde un po’ via. I personaggi coinvolti sono troppo, con ben poco spazio a loro riservato. Questo porta diversi di loro a essere completamente inutili ai fini della trama e si poteva farne anche a meno. Il cambio di rotta nelle vicende che riguardano Ex Nihilo l’ho trovato incoerente e sbrigativo, ma tutto torna sui giusti binari nella seconda metà. Veniamo ai personaggi:

  1. Capitan America (Steve Roger). In questo volume non si parla delle sue origini, ma appare comunque come un leader già consolidato, con una naturale autorevolezza a cui tutti i supereroi rispondono. Nessuno lo mette mai in discussione e insieme ad IronMan è colui che assembla gli Avengers reclutando per il mondo coloro che hanno delle capacità speciali. Steve è colui che divide i gruppi, assegna i compiti e stabilisce i piani di azione. Si può definire il motore di questi volumi e svolge il suo compito molto bene, se non nel giudicare le azioni di Starbrand (Kevin Connor), dove appare fin troppo cinico nei confronti di un ragazzino che si direbbe disorientato di fronte a dei nuovi poteri così forti da essere a tratti incontrollabili. A questo aggiungiamo che eticamente le azioni di Kevin, giudicate negativamente da Steve, sarebbero state compiute allo stesso modo da qualsiasi altro Vendicatore. Voto: 7.5
  2. Iron Man (Tony Stark). Appare sin da subito come spalla di Capitan America nel costruire la squadra degli Avengers. Diversi personaggi lo cercano, dipendenti dal suo carisma e dalle sue capacità ingegneristiche (soprattutto Steve Roger e Bruce Banner). Il fatto è che a parte mettere a disposizione la Torre (il centro operativo degli Avengers) e muoversi per reclutare supereroi, in questi volumi non muove nemmeno un dito. A parte trovarlo nella mischia, dove spesso le prende di santa ragione, Tony non appare determinante in nessun contesto e questo lo relega a una macchietta sullo sfondo. Voto: 5.
  3. Thor. Il figlio di Odino si prende numerosi spazi in questi volumi. Non è sempre determinante, anzi. Anche se i suoi fulmini fanno il loro effetto in diverse situazioni rendendo il combattimento più vario rispetto ai soliti e ripetitivi raggi laser che vengono sparati a destra e a sinistra. Lo troviamo a fare amicizia con Hyperion, ad aprirsi con lui in merito alla visione del futuro, ai bambini e a molte altre tematiche. Abyss, la sorella di Ex-Nihilo, si prende perfino una cotta per lui. Simpatico, alternativo e divertente da leggere, soprattutto grazie al font differente con cui vengono scritte le sue battute. Voto: 8.
  4. Occhio di Falco (Clint Barton). All’interno di storie come queste, che coinvolgono soprattutto razze aliene e poteri molto forti, vedere un uomo che combatte in mezzo a divinità e titani con un arco e delle frecce stona parecchio, soprattutto se si limita a lanciare dardi senza una minima variante. Se devo ricordarmi di Occhio di Falco in questa trama mi viene in mente soltanto lui, in spiaggia, che si vanta di essersi fatto spalmare la crema solare dalla Donna Ragno. Voto: 4.
  5. Vedova Nera (Natasha Romanova). Anche questa donna non ha dei superpoteri, alla pari di Clint, se non la sua abilità nel combattimento a mani nude e nell’uso delle armi. A differenza di Occhio di Falco, però, riesce a distinguersi per il suo carattere freddo e calcolatore e per mettere mano a situazioni pericolose e allo stesso tempo stantie. Nella scena del casinò, infatti, prende le redini del suo piccolo gruppo facendo valere le sue capacità. Voto: 6.5
  6. Hulk (Bruce Banner). Se normalmente pensiamo all’uomo verde come a uno dei più potenti dell’universo Marvel, in questi volumi lo troviamo con un potenziale inespresso, che lo rende succube e vittima di altri personaggi. Hulk è l’unico che si lascia abbindolare da Abyss (e questo avviene con una semplicità disarmante) e in ben due combattimenti riesce a prendere di santa ragione, prima con Hyperion e poi con Starbrand. L’unico momento in cui fa valere la sua forza è contro i computer dello Shield, immotivatamente, per poi tornare in sé di fronte allo sbigottimento dei soldati. Voto: 5.
  7. Wolverine (Logan Howlett). Dei tre X-Men che compaiono in questa storia, Logan è quello che si prende più simpatie, ma tutto ciò è soltanto a causa del fatto che il personaggio si conosce. Nella trama ha davvero poco spazio, se non un piccolo frangente all’inizio dove è determinante con i suoi artigli nel tagliare dei tentacoli di titanio. Per tutto il resto appare nello sfondo, in mischia, senza avere un ruolo preciso, tranne l’essere amico di un generale del dipartimento H. Voto: 5.
  8. Uomo Ragno (Peter Parker). Anche lui è vittima della confusione e dell’eccessivo numero di personaggi. Gli autori lo usano, però, per spezzare un po’ la tensione con dei siparietti comici. Lo troviamo così a discutere con Cannonball e Sunspot in merito agli avanzi del frigor o a insegnare a dei bambini una morale che differisce molto da quella di Hyperion, Thor e Capitan America. In sostanza, riesce a spiccare un po’ e a divertire e grazie a questo raggiunge la sufficienza. Voto: 6.
  9. Capitan Marvel (Carol Danvers). Tra le donne è quella che ha più il sopravvento. Quando una squadra secondaria deve muoversi, Capitan America è a lei che si rivolge, facendo emergere anche la sua autorevolezza verso i compagni. Si dimostra capace di gestire diverse situazioni e in alcune è lei a ottenere informazioni determinanti ai fini della trama, anche se non sempre le viene riconosciuto (vedasi le scene del Casinò, dove i meriti se li prende tutti Shang Chi). Voto: 7.
  10. Donna Ragno (Jessica Drew). Purtroppo, dove Capitan Marvel emerge, Jessica cade nell’ombra. La si vede in azione davvero poco e rimane anche lei sullo sfondo. In situazioni dove poteva fare la differenza, come al casinò, rimane impacciata, tanto da doversi affidare a Vedova Nera per non cadere vittima di una situazione pericolosa. Per il resto, non la si vede proprio. Ah, no, giusto… Ha spalmato la crema a Occhio di Falco! Voto: 5.
  11. Falcon (Sam Wilson), Cannonball (Samuel Guthrie) e Sunspot (Roberto Da Costa). Questi tre supereroi li ho raggruppati per il semplice fatto che hanno una rilevanza tale che se non fossero stati inseriti in questi volumi nessuno se ne sarebbe accorto. In particolare gli ultimi due risultano perfino irritanti e un novellino come me, per capire quali siano i loro effettivi poteri, deve ricorrere a Wikipedia. Voto: 4.5
  12. Shang Chi. Pur non avendo dei superpoteri, il cinese è quello che riesce a farsi notare maggiormente, con le sue mosse di Kung-Fu. Spezza una gamba robotica con un semplice colpo di mano, essendo a tutti gli effetti il supereroe che reca più danni di tutti ad Alph (tranne che per colui che lo uccide). Affronta da solo anche l’intero squadrone della Chimera e di conseguenza ha diverse pagine a lui dedicate. Per quanto ne sappia poco di lui posso dire che mi è piaciuto. Voto: 7.
  13. Manifold (Eden Fesi). L’indigeno australiano è indispensabile alla storia. Il suo potere di piegare lo spazio a suo piacere e di condurre i supereroi in ogni parte del pianeta e della galassia è ciò che permette lo sviluppo della trama, visto che gli spostamenti su Marte o in parti remote del globo sono necessaria per affrontare i nemici, avendo anche poco tempo a disposizione. La sua parte la svolge quindi ottimamente ed è apparso convincente. Voto: 8.
  14. Smasher (Isabel Kane). Di questo personaggio, i volumi si prendono la briga di spiegarci in maniera spiccia le sue origini e della sua passione per l’astronomia. Ha anche degli spazi in cui vediamo un suo evolversi, con le dovute gratificazioni ai successi ottenuti. Per quanto non sia determinante, Smasher ci permette di entrare in empatia con lei e a vederla come personaggio “vivo”. Voto: 6.5
  15. Capitan Universo. Seppur, come un parassita, venga ospitato dal civile di turno, Capitan Universo è molto di più che un personaggio, quanto un entità astratta. Rappresenta il Cosmo intero e per questo comprenderlo richiede una lettura più che attenta. La sua filosofia, ciò che racchiude, affatica la lettura portando chi si approccia a questi fumetti per la prima volta a far fronte a una matassa fatta di multiuniversi, flussi spaziali e altro di cui si ignora a tutto tondo il significato. Capitan Universo diviene quindi una figura che sembra aver la capacità di poter risolvere ogni cosa, ma non lo fa, lasciando ogni volta perplessi in merito alla sua funzione, soprattutto vista la costante preoccupazione che manifesta per il destino del mondo e dell’universo. Tutto questo non fa altro che renderla pedante. Voto: 5.
  16. Hyperion. Penso che questo titano è colui che vince su tutti all’interno di questi tre volumi. Hyperion ha per sé il giusto spazio, in cui vengono tratteggiati i contorni delle sue origini e dialoga con diversi personaggi. Come dicevo in precedenza, costruisce un’amicizia con Thor, si guadagna il rispetto di Capitan America, distrugge un robot che le stava suonando a tutti e riesce a darle persino all’Alto Evoluzionario e a Hulk. Insomma, si dimostra il più forte in questa storia e risolve molte situazioni. Voto: 9.5361324-hyperion

Come vedete i personaggi sono ben 18. Fin troppi, forse, per una storia di questo tipo. Per quanto riguarda i nemici, quello che si è dimostrato più potente e affascinante non è altri che l’essere che sorge dall’isola di A.I.M. mentre Ex-Nihilo, Abyss, Alph, lo Scienziato Supremo, Superia e l’Alto Evoluzionario si dimostrano tutti quanti molto più deboli e manipolabili di quanto vogliano far sembrare all’inizio.

Ora non mi resta che continuare la serie, provando anche con alcuni spin-off. Il sito di comicsbox mi consiglia “I nuovissimi X-Men”, “Guardiani della Galassia”, “Thor” e “MoonKnight”, mentre in alcuni gruppi Facebook mi si era consigliato “Incredibili Avengers”. Ci penserò su e vi farò sapere. A presto, tra libri, film e fumetti!