Ho letto "The Dome" di Stephen King

Ciao a tutti. Le mie letture annuali proseguono al giusto ritmo e dopo “Fahrenheit 451” e “I fiori nascosti nei libri” è il turno di uno dei romanzi di Stephen King (di cui ho già letto On Writing, L’uomo in fuga e Misery): The Dome.

Parlare di questo romanzo mi è un po’ difficile, perché mi trovo in bilico tra due sensazioni contrastanti. Partiamo prima con le note positive:

  1. come tutti i libri di King, il romanzo si legge che è una meraviglia. Nonostante le 1000 pagine e più, scorre molto bene, con una tensione sempre alta che spinge ogni volta alla pagina successiva;
  2. ogni cambiamento di POV è molto immersivo e permette di toccare con mano le sensazioni e le emozioni di ogni singolo personaggio, dall’ubriacone alla madre di famiglia, dal pensionato al bambino;
  3. i cambiamenti atmosferici e tutte le conseguenze tecniche e fisiche della cupola sono molto credibili, frutto di numerose ricerche (come King spiega nella nota finale);
  4. in molti punti il coinvolgimento emotivo è talmente alto da dare un vero e proprio pugno allo stomaco al lettore.

Ora passiamo ai punti che non mi sono particolarmente piaciuti:

  1. i dialoghi soffrono di uno strano appiattimento. Se nella parte decrittiva i personaggi vengono particolarmente caratterizzati, nelle conversazioni che avvengono li ritroviamo fatti con lo stampino, con espressioni quasi identiche che finiscono per rovinare quanto fatto e farli sembrare una serie di manichini senza identità propria,
  2. i nomi. Quanto ho sofferto per i nomi! Molti sono simili e si finisce per confondersi, anche a lettura quasi ultimata, se non per pochi personaggi. Forse sarebbe stato meglio renderli più originali e caratteristici per evitare tutto questo, ma è un parere personale (come tutto, del resto);
  3. i comportamenti stupidi. Ci troviamo persone che affrontano assassini da soli, con le prove in mano dei loro crimini, allo scopo di denunciarli e minacciarli. Questo più volte. Quale persona sana di mente farebbe mai una cosa del genere? Il risultato è scontato. Un esempio, fra tanti, di decisioni molto irrealistiche;
  4. mi sarebbe piaciuto di più vedere come il male avrebbe preso il sopravvento in modo graduale (sia a livello sociale che individuale). Avrebbe portato a interessanti riflessioni in pieno stile “Il signore delle mosche” o “Dogville”. Invece il cattivo viene buttato nella mischia dall’inizio e le sue azioni folli fanno partire sin da subito la catena di eventi dagli effetti devastanti. Peccato;
  5. il finale. Per me è stato un “ni”. In bilico tra la consapevolezza che fosse l’unica opzione fattibile e quella spiacevole sensazione di insoddisfazione.

Insomma, direi che non mi ha preso come Misery, a causa di questi difetti, però, a livello di emozioni e di intrattenimento ha fatto di gran lunga il suo dovere.

E voi? L’avete letto? Che ne pensate?

Un pensiero su “Ho letto "The Dome" di Stephen King

  1. Ciao Gabriele, complimenti per l’articolo. Di libri di Stephen King ne ho letti tanti, soprattutto da ragazza, ma da un po’ di anni ho davvero poco tempo per dedicarmi a letture esclusivamente di piacere. Sembra un controsenso visto il lavoro che faccio, ma è così. Passo le giornate sui “libri degli altri” e non solo non riesco più a leggere liberamente, ma neanche a scrivere cose mie. Comunque, The Dome non l’ho letto, ma lo stile di King lo conosco bene e riconosco di riflesso i pregi e i difetti che hai elencato. Calcola però che a volte i suoi romanzi mantengono in secondo piano la componente psicologica, soprattutto quando sono horror allo stato puro come Le notti di Salem o Le creature del buio, pieni di personaggi che fanno cose stupide 🙂
    Misery, invece, essendo un thriller psicologico, va in una direzione più profonda come Carrie o Joyland o Il miglio verde… del resto lui ha sempre detto che uno dei suoi “maestri” è stata la scrittrice Shirley Jackson, autrice de L’incubo di Hill House che è un horror con una forte componente psicologica.
    Per quanto riguarda i dialoghi piatti invece, attenzione… a volte può essere un problema di traduzione. Sai quante volte mi sono ritrovata a revisionare libri della Newton e di altre case editrici che avevano bisogno di una rinverdita o addirittura che andavano in ristampa perché la traduzione non era buona? A meno che non lo hai letto in lingua originale… e allora alzo le mani.
    Scusa se ti ho invaso lo spazio dei commenti!!! Puoi tranquillamente “vendicarti” sul mio blog 🙂

    "Mi piace"

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