Gennaio, tra lettura e scrittura

Il primo mese del 2020 è terminato e devo dire che tra lettura e scrittura sono rimasto molto soddisfatto dei risultati ottenuti.

Per quanto riguarda le letture, mi sono tenuto in linea con la media che mi ero prefissato, così da poter arrivare a una ventina di romanzi a fine anno. Ne ho quindi letti due, di due generi completamente diversi. Il primo è stato Fahrenheit 451, di Ray Bradbury: un classico della fantascienza che dovevo assolutamente recuperare e che fa riflettere moltissimo sull’importanza che hanno i libri all’interno della società. Il secondo romanzo è stato invece “I fiori nascosti nei libri”, della mia compaesana Silvia Montemurro. Ho avuto il piacere di leggere il romanzo in anteprima e questo perché ho avuto l’onore di moderare l’autrice alla sua prima presentazione del libro. Ma di questo ve ne parlerò poi, sperando anche di poter buttare giù due righe per entrambe le opere, anche se la vedo dura. Trovare il tempo di scrivere recensioni, se così vogliamo chiamarle, sta diventando sempre più arduo.

Passando alla scrittura, ho avuto la gioia di firmare il mio primo contratto editoriale e di farlo con una casa editrice in cui credo molto. Quest’autunno, dunque, uscirà il mio nuovo romanzo e non vedo l’ora di avere le vostre impressioni.

In gennaio ho anche terminato la stesura di un altro romanzo di genere thriller. Anche in quest’opera credo molto e penso che punterò di nuovo all’editoria tradizionale. Essendo in anticipo con i tempi, avrò più di un anno a disposizione per sistemarlo e per trovargli casa. Sono molto fiducioso.

Venendo al resto, anche gli altri romanzi mi stanno dando molte soddisfazioni. Ammetto che dopo cinque anni, credevo che la saga jolly Roger avesse dato tutto quello che poteva darmi e che ormai fosse morta e sepolta. Invece, mi sono dovuto ricredere. L’amico e autore Eugene Pitch mi ha fatto un grandissimo regalo, ossia delle nuove copertine per l’edizione digitale, oltre a saggi consigli per un nuovo strumento pubblicitario: gli amazon ADS. Sono davvero felice nel vedere che La terra di nessuno, il mio primogenito, stia ancora vendendo tanto e appassionando molti lettori.

E che dire di Backup? Non avevo grandi aspettative, la fantascienza è un genere ancor più di nicchia e sapevo che avrei ricominciato da zero nel trovare un pubblico interessato. Anche qui mi sono ricreduto, perché la storia sta piacendo molto anche a chi mi aveva seguito nei romanzi d’avventura, cogliendo un interesse molto trasversale. Le tante recensioni positive mi hanno spinto a decidere di scrivere un secondo capitolo del Backup Project, che pensò vedrà la luce tra il 2021 e il 2022. In ogni caso, partirò da ora a mettere mano alla penna.

Ed ecco qui la bibliografia aggiornata:

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