La mia esperienza al Premio Internazionale Città di Como

Buonasera ciurma.

A parte qualche racconto, ammetto che non sto più tenendo fede alla promessa di essere costante nel pubblicare aggiornamenti. Spero di riuscire in futuro, magari anche per raccontarvi solo qualche piccolo aneddoto.

Nel frattempo, mentre la data d’uscita del prossimo romanzo (BACKUP) si avvicina, ho avuto modo di raggiungere un obiettivo importante e che mi farebbe piacere condividere con voi.

Dopo aver concluso la saga Jolly Roger nel gennaio 2018 con il quinto volume, Il piano di Archer, partecipai al torneo IoScrittore, torneo organizzato dal gruppo editoriale GEM e che prevede, come premio finale, la pubblicazione con una delle CE del gruppo. Non si trattava di qualcosa di semplice. Difatti, i partecipanti erano molti (più di 2500) ed erano chiamati loro stessi a fare da giudici e a valutare alcuni testi dei propri rivali. Questo significava poter far fronte anche ad alcuni possibili sabotaggi e, in ogni caso, a spiccare in quanto a qualità in un mare di manoscritti. Avevo anche poco tempo a disposizione, perché la consegna dell’incipit era per marzo e io venni a conoscenza del torneo a novembre/dicembre 2018. Il testo doveva essere inedito e quindi dovevo produrre qualcosa di nuovo. Eppure, con mia grande sorpresa, in soli tre mesi riuscii a produrre un romanzo di 180 pagine circa che intitolai “L’uomo senza epilogo“. Non vi dico molto in merito alla trama, arriverò a svelarvela al momento giusto.

Il testo, ad ogni modo, superò la prima selezione e finì per essere incluso nei 300 finalisti. Da questi sarebbero stati scelti soltanto 10 romanzi finalisti, di cui uno vincitore, sempre attraverso lo stesso sistema che prevede che i partecipanti giudichino le opere di altri 10/12 concorrenti.

Non passai. Questo perché il romanzo non aveva avuto tempo per essere sottoposto a un adeguato editing e, giustamente, non era ancora maturo per avere i giusti riconoscimenti. Quindi non mi sono arreso.

Mentre iniziavo a porre le basi dell’universo fantascientifico di BACKUP (che vi ricordo ancora, in uscita a inizio dicembre), contattai un editor di fiducia e di cui conoscevo la comprovata professionalità e capacità: Maurizio Vicedomini. Ci accordammo per una collaborazione e presto potemmo mettere mano a quel manoscritto che mi stava particolarmente a cuore, tanto a cuore che, anziché seguire la via che ho sempre percorso dell’autopubblicazione, volli a tutti i costi cercargli un buon marchio editoriale con cui farlo arrivare al pubblico.

Mentre cercavo le CE adatte a questo scopo, mi imbattei nel bando per il Premio Internazionale di Letteratura Città di Como. Un premio che sta prendendo ogni anno sempre più valore e prestigio, con un numero di partecipanti in grande crescita, come lo è il montepremi (fino a 2000 euro per alcune categorie) e per la caratura dei componenti della giuria (quest’anno, tra i tanti, con Andra Vitali e Dacia Maraini). Essendo della provincia di Sondrio, la cerimonia di premiazione non è molto lontano da casa mia, così decisi di tentare la sorte e di proporre il mio testo per la categoria “inedito”.

Volete sapere quanti erano i partecipanti? 2750. Più di quanti erano quelli di IoScrittore. Ammetto di non aver mai nutrito molte speranze, pur avendo, questa volta, un testo editato e pronto per una simile sfida. Ero talmente convinto di non avere alcuna possibilità che per quella data avevo prenotato un posto alla bancarella del CSU (Collettivo Scrittori Uniti) per partecipare a una delle fiere a cui sono più legato: Libri in Baia, a Sestri Levante. La fiera si sarebbe svolta nel giorno della premiazione del Premio Città di Como.

Insomma, non sto a girarci molto attorno. Dei 2750 partecipanti, quasi 500 facevano parte della mia stessa categoria, ossia romanzo inedito. Di questi, un comitato di lettori, ha selezionato 32 romanzi tra cui il mio e a quel punto, la giuria mi ha scelto tra i 15 finalisti.

Ho così dovuto annullare il mio impegno per Sestri e andare a Como sabato 12 ottobre, insieme a mia moglie. La cerimonia si è svolta a Villa Olmo e le due sale predisposte erano stracolme di persone, tanto che molti erano in piedi.

Era presente anche la giornalista Tiziana Ferrario, che ha ricevuto un premio speciale per il suo impegno nell’informazione in merito alle disuguaglianze di genere e che ha parlato del suo ultimo romanzo “Orgoglio e pregiudizi“.

Nella mia categoria ha vinto una giovane scrittrice, Sofia Nanu, che ha così ricevuto l’offerta di pubblicazione di Brioschi Editore, come stabilito.

Alla fine non ho vinto, ma mi sono portato a casa una bella esperienza e la consapevolezza di aver prodotto un testo di valore, giudicato positivamente da persone del settore. Questo, per un autore come me che ha alle spalle soltanto opere autoprodotte e che spesso si interroga sulla qualità di ciò che scrive, ha un significato immenso.

Grazie Premio Città di Como. Forse, un giorno, parteciperò ancora. Nel frattempo, per il mio “uomo senza epilogo”, bisognerà attendere la fine dell’anno prossimo. Vi aggiornerò anche su questo!

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