Come promuovere il proprio libro nel mondo virtuale

Buongiorno amici lettori. Oggi voglio trattare un tema che riguarda perlopiù il mondo della scrittura. In questi giorni, infatti, ho avuto modo di parlare con alcuni autori self (o editi da piccole CE) che si stavano organizzando in gruppi Facebook per una sorta di sostegno reciproco. Visto il mio scetticismo in merito (e in seguito ne spiegherò anche i motivi) ho deciso di dire la mia su quali siano, secondo me, i metodi migliori per promuoversi in internet. Metto subito le mani avanti, però, dicendo chiaramente che non intendo presentarmi come un guru, ma voglio semplicemente mettere in gioco la mia esperienza, con tanto di errori commessi e strade buone intraprese. Veniamo a noi.

  1. Avere una trama accattivante e originale. Seppur sia scontato, non si può evitare i mettere questo punto in cima alla lista. Se la vostra trama risulterà banale e suonerà di “già sentito” allora sarà facile che si confonderà tra le migliaia di titoli che vengono sfornati ogni anno in Italia e la vostra lotta per farvi notare sarà tutta in salita. Siate originali, pensate a qualcosa che non sia stato ancora detto o trattato e fatene il vostro punto di forza. Quando sarà il momento di promuovervi diventerà la vostra carta vincente. Per quanto mi riguarda, per esempio, la scelta del tema piratesco mi ha permesso di trattare un’ambientazione non troppo abusata nel panorama letterario. In questo modo ho potuto stuzzicare in maniera particolare sia chi voleva trovare una storia che parlasse di bucanieri e sia chi voleva un romanzo d’avventura che fosse diverso da quello solitamente proposto;
  2. curate il testo e la copertina attraverso dei professionisti del settore. La grafica e l’editing sono degli aspetti fondamentali. La prima spingerà il lettore a dare una possibilità al vostro libro, il secondo, invece, glielo farà apprezzare e faciliterà il passaparola. Purtroppo, nel mondo del self, ci sono ancora molti autori che non investono in questi due campi e questo porta i lettori non solo a sconsigliare il loro romanzo ma anche a essere prevenuti riguardo all’autopubblicazione in generale;
  3. mettete il libro in una categoria specifica. Quest’aspetto l’ho scoperto a Gennaio. Prima, la saga era inserita, in Amazon, nella categoria “Avventura”. Questo mi portava a concorrere con tantissimi titoli, molti dei quali pilastri della letteratura. Era impossibile scalare la classifica. Così ho provato a metterlo in una categoria più piccola, ossia: Pirati, per ragazzi. Non che la saga fosse specifica per adolescenti, anzi, ma ho visto che anche quel pubblico ha saputo apprezzarlo nel corso del tempo. Il risultato? Che il pubblico adulto l’ho coltivato su Facebook, mentre quello giovane l’ho trovato direttamente da Amazon, con il primo volume della saga sempre in vetta alla classifica i categoria. In questo modo ho TRIPLICATO le vendite e i relativi guadagni;
  4. le promozioni gratuite. Lo so, molti storcono il naso nel sentire parlare di queste promozioni. Dicono che significhi svendere l’opera, svalutare il proprio lavoro ecc… Eppure, l’unico modo per competere con grandi titoli e autori noti è quello di lanciare il prodotto a un pubblico vasto, così da fomentare il passaparola. Questa tecnica viene usata anche dai grandi marchi, basti pensare ai prodotti omaggio che ci vengono regalati ai supermercati. Possiamo chiudere gli occhi e ostinarci a rifiutare questo tipo di strategia, ma rimarremo sempre con un libro venduto a caro prezzo e pochissimi lettori. Quindi, il mio consiglio è quello di sfruttare i cinque giorni trimestrali che Amazon mette a disposizione, usandoli sempre tutti insieme e mai separatamente. Questo perché con i download dei primi due giorni si può arrivare in cima alle classifiche di Amazon (soprattutto se avete agito seguendo il punto 3) e avrete ancor più acquisti nei tre giorni rimanenti. Ah, dimenticavo, quando fate queste promozioni pubblicizzatele sui vostri canali e create un evento su Facebook, soprattutto le prime volte;
  5. contattate blog e Booktubers per far sì che in un breve periodo escano tutte insieme diverse recensioni al vostro libro. In questo modo sembrerà che non si parli d’altro e raggiungerete un potenziale pubblico che ama leggere e che ama il vostro genere;
  6. partecipate attivamente ai gruppi Facebook. Fatelo, inizialmente, senza secondi fini. Condividete le vostre letture, date pareri sui libri menzionati e fatevi conoscere dai membri. Che avete scritto un libro sul genere specifico di cui tratta il gruppo, prima o poi, salterà fuori da solo. A quel punto, essendo una persona nota e apprezzata, le vendite verranno da sé. Alcuni gruppi organizzano anche giornate autore, giornate spam e letture condivise. Contattate gli admin per sapere come muovervi senza infastidire nessuno;
  7. coltivate il vostro pubblico sulle vostre pagine social. Questo significa curarle con attenzione. Proponete argomenti che stimolino l’interazione, i commenti e le condivisioni. Mantenete la pagina viva e investite con delle sponsorizzazioni mirate, sia verso dei target impostati da voi e sia verso chi già ha messo il like alla pagine e i loro amici.

Questi erano sette consigli con cui partire. Avevo però anche promesso di dire la mia sul perché non funzionano i gruppi di scrittori. Le ragioni sono semplici:

A) Purtroppo, la maggioranza degli scrittori, in Italia, legge molto poco. Ritengo sia molto difficile trovare dei potenziali lettori all’interno di questi gruppi. Lo potrete notare dalla bassa interazione che hanno i post di spam che vi vengono messi;

B) quando viene proposta una lettura incrociata, con tanto di recensione, sorgono i problemi dati dal conflitto di interesse. Se un altro scrittore legge il mio libro e mi recensisce con cinque stelle, quando io leggerò il suo, mi sentirò davvero libero di esprimere con sincerità la mia opinione? O sarò legato da una sorta di debito nei suoi confronti? Forse, qualcuno risponderà dicendo che sarà sempre e comunque obiettivo, ma sappiamo tutti che non potrà essere così. Ci sarà sempre quel timore che una stroncatura possa portare a ricevere pan per focaccia e di conseguenza si vedranno girare solo recensioni più che positive. La conseguenza? Che i lettori si sentiranno presi in giro da queste recensioni farlocche e aumenterà il pregiudizio verso i libri autopubblicati;

C) stesso problema con le segnalazioni. Ho visto scrittori condividere le opere altrui a mitraglia, senza badare al contenuto Questo per puro senso del dovere e per quel famoso “sostegno reciproco” menzionato all’inizio. In questo modo si rischia di pubblicizzare e conigliare opere che potrebbero non essere valevoli e tutto ciò comprometterebbe la vostra credibilità, davanti al vostro pubblico.

In ogni caso, nel corso degli anni, i risultati hanno sempre parlato da soli. Ho visto gruppi di questo genere nascere e morire, con i loro ideatori che impazzivano di crisi nervose tra autori che non collaboravano come volevano e risultati che non arrivavano. Con i primi sette punti elencati, invece, in questi quattro anno sono riuscito a vendere migliaia di copie della saga Jolly Roger, tutt’ora in cima alle cassifiche di categoria. Io ne ho trovato beneficio e spero lo possiate trovare anche voi.

Un caro saluto e alla prossima!

 

 

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