Editori come funghi.

Buongiorno a tutti.

Oggi vi scrivo in merito a un’esperienza che ho avuto di recente e che risulta significativa all’interno del mondo editoriale. Difatti si sente spesso parlare di come in Italia, negli ultimi anni, ci sia stata un’impennata incredibile del numero di scrittori (o scriventi, come ama dire qualcuno), in rapporto a quello dei lettori.

Non lo si può negare. Migliaia di titoli vengono sfornati ogni anno e non solo dalle piccole/medio/grandi case editrici, ma anche (e soprattutto) dal Self Publishing. Quest’incremento ha portato con sé anche la crescita di altre attività legate a questo mondo. In alcuni casi, si tratta di professionisti capaci, mentre in altri di “volponi” che hanno fiutato l’affare. Tutto ciò riguarda agenzie letterarie, editor e case editrici. Se i lettori, in questo marasma, devono prestare la massima attenzione nella scelta dei titoli da portarsi a casa per evitare brutte sorprese, anche gli autori non devono essere da meno nel valutare a quale persona affidare la propria opera.

Proprio a questo riguardo ho avuto modo di riflettere negli ultimi giorni. Ho visto spesso, su Facebook, persone che si propongono agli autori con offerte (a loro dire) imperdibili.

Vuoi scoprire come vendere palate di libri attraverso il mio corso di web marcheting buisness manager? Clicca sul link e scopri le modalità di pagamento!!!

Casa editrice cerca titoli. Mandateli a tiziocaio@sempronio.it Accettiamo racconti, saggistica, fumetti, liste della spesa, diari di sQuola, tesi di laura scritte durante la sbronza di fine anno e istruzioni Ikea! Lettura manoscritto e proposta editoriale entro tre quarti d’ora!

Eccetera, eccetera. Ovviamente mi sono lasciato prendere la mano nel rendere la caricatura di quanto accade, ma non sono nemmeno andato troppo lontano dalla realtà.

Per quanto riguarda il primo caso, adotto sempre un buon metodo per smascherare i ciarlatani: guardare in che posizione della classifica di Amazon si è piazzato il loro manuale. Se tu, che vuoi aiutarmi a vendere un romanzo attraverso corsi da centinaia di euro o tramite segreti pari solo al Sacro Graal, non sei in grado di vendere il tuo manuale, facendomelo ritrovare alla posizione 678 451, beh… forse hai davvero poco da insegnare.

In merito al secondo caso, invece, l’argomento sarebbe molto ampio da trattare, se non, forse, anche soggettivo. Voglio però raccontarvi cosa mi è successo di preciso l’altro giorno, tanto da ispirarmi per questo articolo.

Navigando su Facebook, sono incappato in uno dei tanti gruppi che ospitano aspiranti scrittori. Era un gruppo che bene o male già conoscevo e a cui mi ero iscritto mesi fa, se non addirittura un anno. Avevo notato che, oltre al consueto spam selvaggio senza senso, c’erano anche dei post costruttivi, dove gli scrittori si consultavano e consigliavano l’un l’altro. I membri erano più di 8000. Ad un certo punto, arriva un post dove si chiedono manoscritti da inviare. Non era la prima volta che vedevo in rete annunci del genere e come altre volte ho visto le medesime mancanze:

  1. Non veniva indicato in alcun modo il nome della casa editrice, se non in seguito, nei commenti, su insistenza dei membri del gruppo;
  2. l’editore non aveva un sito, ma solo un post situato in un blog dove parlava delle proprie attività;
  3. il blog in questione era un semplice blogspot senza dominio, indice di scarsa volontà nell’investire sul proprio progetto, anche nelle piccole cose;
  4. l’articolo di presentazione aveva diversi refusi e questo lasciava immaginare la cura che avrebbero avuto dei testi;
  5. la grafica del blog era penosa e basilare, come avrebbero curato, quindi, le copertine?;
  6. si leggeva a chiare lettere che, in realtà, erano un’associazione culturale e non una casa editrice.

Diversi utenti hanno fatto presente queste pecche, tra cui il sottoscritto, ma essendo l’autore del post anche l’amministratore del gruppo, sono stati tutti quanti rimossi e bloccati. Tutto ciò ha solo indicato la malafede di chi stava avviando questo progetto, con una incapacità di accettare la critica e di fare il mestiere.

Purtroppo, immagino che qualche autore sia cascato nella rete. Per questo ci tengo a mettere in guardia chiunque voglia approdare nel mondo editoriale.

Dicevamo che chi non sa vendere il proprio libro non può aiutarvi a vendere il vostro e, anche qui, chi non sa curare il proprio sito di sicuro non saprà curare la vostra opera. Chi scrive sgrammaticato sul proprio blog o su Facebook, probabilmente non saprà fare un editing adeguato al testo che gli mandate e chi non sa comunicare sui social non saprà approcciarsi ai vostri lettori.

Quindi indagate, indagate e indagate. Non fermatevi mai alle apparenze e non cedete alla semplice voglia di avere il vostro libro fra le mani. Il lavoro, il tempo e il sudore che ci avete messo per mettere la vostra storia nero su bianco sono troppo preziosi per venderli (o regalarli) al primo ciarlatano che passa.

 

2 pensieri su “Editori come funghi.

  1. Intanto MAI scegliersi dai social. Poi se superano le prime scremature c’è ancora tanto da capire prima di firmare il contratto… Ma non è così fosca la situazione, ci son tante belle CE, molto più di quanto si dica in giro

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...