Ho letto: “20000 leghe sotto i mari”.

Buona sera amici lettori.

Oggi voglio parlarvi di una delle letture che mi hanno accompagnato durante la mia vacanza estiva. Sto parlando di “20000 leghe sotto i mari” di Jules Verne.

Non mi ero mai approcciato a questo scrittore francese, pur avendone spesso sentito parlare. Verne viene spesso menzionato in quanto autore di romanzi d’avventura conditi da caratteristiche che, a volte, prevedono il futuro attraverso una fantasia visionaria. Non è raro, infatti, trovare dettagli nei suoi libri che col tempo hanno trovato una propria concretizzazione nella realtà, come se Verne avesse potuto fare un viaggio nel tempo dalla metà del 1800 ad oggi.

Questo, insieme al fatto che diversi suoi testi sono ritenuti dei classici (come “Il giro del mondo in 80 giorni” e “Viaggio al centro della terra”), alletta il lettore alla ricerca di mondi da esplorare e di esseri destinati ad entrare nell’immaginario collettivo, come il famoso Calamaro Gigante. Non potevo tirarmi indietro, dunque. Una volta concluso Stevenson, mi sono catapultato in questo romanzo.

Le aspettative erano alte, anche se di “20000 leghe sotto i mari” conoscevo ben poche caratteristiche, più che altro menzionate in un paio di pellicole. Ricordavo il calamaro del film “Sfera“, che appare dopo che uno dei protagonisti (Samuel L. Jackson), leggendo il libro di Verne, ammette di fronte agli altri la fobia verso questo mostro marino coltivata dall’infanzia (anche se la menzione originaria è del libro omonimo di Crichton) e il personaggio del capitano Nemo ne “La leggenda degli uomini straordinari”.

Cosa posso dire, dunque di questo romanzo? Chi mi ha seguito sui social conosce già la risposta. Il libro di Verne è stato per me una vera e propria tortura. Non manca di pregi, certo, ma ha anche numerosi difetti. Andiamo a elencarli, così da trarre un giudizio finale.

I PREGI:

  • Jule Verne dimostra una profonda conoscenza dei temi trattati. Nel libro in questione, risulta in grado di spiegare tutte le caratteristiche degli animali marini, aspetti geologici del pianeta, correnti, le meccaniche del Nautilus insieme a tutte le sue caratteristiche tecniche e via dicendo. Questo è degno di nota e può essere apprezzato in particolar modo da chi è appassionato, nello specifico, della tematica trattata;
  • il capitano Nemo. Posso dire con estrema convinzione che è l’unico personaggio che mi è particolarmente piaciuto. Nemo ha un passato oscuro che viene rivelato piano piano durante la narrazione, pur senza scoprire troppe carte e permettendo al lettore di fantasticare su alcuni aspetti della sua vita (anche se ho poi scoperto che questo romanzo fa parte, in realtà, di una trilogia composta da altri due libri meno famosi, in cui si possono trovare altre informazioni su di lui). Il capitano del Nautilus ha carattere, spessore e delle forti motivazioni che lo spingono ad agire con coerenza nelle diverse situazioni in cui i personaggi vengono a trovarsi;
  • il perfetto mix tra realtà e fantasia che permette al lettore di non vedere la differenza in diverse occasioni, immergendolo in una storia che ha il sapore di veritiero, plausibile, seppur non lo sia.

I DIFETTI:

  • L’incapacità di Verne di trasmettere nozioni senza risultare pedante. Ovviamente, questa è solo la mia impressione, ma ho trovato veramente difficoltosi i passaggi in cui lo scrittore descriveva nei minimi dettagli la fauna e la flora di un determinato luogo. Questo si verifica soprattutto attraverso i dialoghi tra il professor Aronnax e il suo fidato maggiordomo Consiglio. Il libro è pieno zeppo di pagine dove i due osservano dall’oblò il fondale marino, indicando i pesci e menzionandone ogni singolo dettaglio genetico, in conversazioni surreali e al limite dell’enciclopedico. Non vi nascondo che ho resistito solo fino a tre quarti della storia, per poi saltare tutte quelle parti e arrancando fino alla fine. Credo che se si togliessero quegli stralci, il libro non arriverebbe a 100 pagine;
  • i personaggi stereotipati e insipidi. A parte il capitano Nemo, citato in precedenza, tutti gli altri sono personaggi con delle etichette che si portano dietro dall’inizio alla fine, senza la minima evoluzione. Il professor Aronnax è forse l’unico che tende a crescere un po’, iniziando col tempo a provare una sorta di empatia per Nemo, cercando di comprenderne le motivazioni, ma gli altri sono tremendamente statici. Consiglio è un maggiordomo di cui non si sa nulla, come il suo “padrone”. Non si sa niente della sua famiglia, dei suoi desideri o ambizioni. Si conosce soltanto la sua determinazione a servire il professore in ogni cosa, anche a costo della propria vita. Il perché di questo, ovviamente, non si sa. Anche il fiociniere Ned Land, per quanto possa risultare simpatico, è privo di profondità. Del canadese non si sa nulla ed emerge soltanto per il suo carattere rude, poco propenso alla conoscenza e dedito alle battute simpatiche, buttato lì giusto per stemperare il clima dopo il pappone di informazioni che ti fanno sorbire gli altri due protagonisti. Dell’equipaggio del Nautilus, invece, calamaroabbiamo solamente dei marinai che sembrano manichini, che eseguono gli ordini, senza volto né altro e di cui non proviamo nessun dolore alla loro prematura scomparsa, come nel caso del Calamaro Gigante;
  • la trama è piatta. La storia si sviscera nella semplice esplorazione dei fondali, con i relativi imprevisti. Non c’è un vero e proprio nemico da affrontare e nemmeno effettive situazioni di pericolo, se non verso la fine. Perfino il Calamaro Gigante occupa ben poco spazio e compare all’approssimarsi del finale, deludendo le aspettative di molti, cresciuti con la figura di questo mito come se fosse colonna portante di questa storia.

Insomma, queste sono le mie opinioni personali in merito a 20000 leghe sotto i mari (che sottolineo, è la distanza in lunghezza percorsa dal Nautilus e non in profondità). Fatemi sapere se siete d’accordo, se invece avete tutt’altra opinione, se è un libro che avete intenzione di leggere in futuro o se non vi attira per niente.

Vi auguro una buona serata e al prossimo post!

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