Quando l’ispirazione viene vivendo.

Buongiorno amici lettori.

In questa giornata di pioggia parliamo di ispirazione. Si sa che ogni aspirante scrittore ne è sempre alla ricerca, a volte per capire come mandare avanti una storia o un intreccio, a volte per trovare il finale perfetto e in altre occasioni, invece, per avere lo spunto giusto per il prossimo romanzo.

Chiaramente non è sempre facile. Ci sono giornate in cui le idee sono così tante che bisogna fermarsi e scriverle su carta, così da non dimenticarle. Ci sono, però, anche giorni dove le idee scarseggiano e sembra che la nostra mente sia completamente vuota, incapace di immagazzinare qualsiasi immagine prodotta dalla fantasia.

Come si può fare per uscire da queste ultime situazioni? Bisogna aspettare che l’idea scenda dal cielo come una sorta di illuminazione sulla via di Damasco? Non credo. Spesso le idee vengono vivendo, parlando con le persone, venendo a conoscenza di situazioni a noi vicine o che ci circondano. A volte bisogna liberare del tutto la mente dalle paranoie e dimenticarsi quello che è il nostro obbiettivo finale. Un po’ come quando si cercano le chiavi, avete presente? Le cerchi in tutta casa, disperato, e non le trovi neanche a pagarle. Poi, quando smetti di ribaltare la casa e ti dedichi alle tue faccende con rassegnazione, eccole che saltano fuori.

Mi è giusto capitato l’altro giorno. Non che fossi alla ricerca di nuove idee, in questo caso. Difatti sto ancora finendo il quinto capitolo della saga Jolly Roger, andando a gonfie vele (per restare in tema) e ho già molti altri romanzi e racconti che spingono insistenti, ansiosi di essere scritti, ma ho notato come l’ispirazione in merito a una storia tutta nuova sia giunta nella maniera più inaspettata.

Stavo camminando a piedi, per le strade del mio paese, quando ho notato una figura a me nota, una donna anziana, che risulta parente di un mio parente (quindi alla lontana, intendiamoci). Non mi ero mai concesso il lusso di fermarla, questo perché visto che ho avuto contatti con lei solamente da piccolo, credevo non mi avrebbe mai riconosciuto. Forse sarebbe stato veramente così. Era già capitato di incrociarla per strada senza che nessuno dei due dicesse niente. Questa volta mi sono preso la briga di fermarla e di presentarmi, ricordandole chi sono. Ne è uscita fuori una conversazione molto interessante e piacevole, che si è protratta per tutto il cammino in cui l’ho accompagnata. Sì, perché ero così preso dalla conversazione che ho dimenticato i miei impegni e ho rallentato il passo per seguire la sua andatura, fino a che non ci siamo trovati di fronte a casa mia. Esperienza a parte, una volta terminato quell’incontro, alcune informazioni ricevute dalla signora mi sono passate per la testa come un fulmine a ciel sereno. Era sorta un’idea. Un’idea che traeva solamente spunto da ciò che mi aveva detto, senza però c’entrarci nulla. Così mi sono segnato quell’ispirazione improvvisa. Come mi era giunta? Fissando il soffitto? Perdendo lo sguardo nel vuoto e facendo lavorare i criceti? No, bensì da una normale conversazione, semplicemente vivendo.

E voi? Come trovate la vostra ispirazione?

Al prossimo post!

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