Tendenze di mercato: quali saranno? Bisogna adattarsi?

Buongiorno amici lettori e ben ritrovati sul mio blog.

Oggi parliamo di tendenze di mercato. Tutti quanti, infatti, sappiamo che il mercato editoriale è soggetto a quelle che si possono definire delle vere e proprie mode e spesso le librerie si ritrovano piene di un determinato genere di romanzi piuttosto che di un altro.

Ricordiamo come la trilogia cinematografica de Il signore degli anelli aveva rilanciato il fantasy, del periodo successivo che fu segnato dalla saga Twilight e da tutti i libri che trattavano il tema dei vampiri, di come Hunger Games e Divergent avevano dato il via a un distopico legato al mondo adolescenziale che finì per essere copiato e ricopiato in molte altre storie e di 50 sfumature di grigio che portò l’erotico a riempire gli scaffali.

La domanda, quindi, che si fa uno scrittore che desidera vendere dei buoni numeri è: quali saranno le tendenze di mercato dei prossimi anni? Bisogna adeguarsi a queste per poter vendere qualcosa? Lo abbiamo chiesto all’editor Sara Gavioli.

Capire quali saranno le prossime tendenze del mercato editoriale è un po’ la speranza, e forse la pretesa, di tutti i professionisti del settore. Ci sentiamo dire ogni giorno che i lettori sono pochi, c’è più gente che scrive rispetto a quella che legge, ormai, e per avere successo bisogna farsi furbi. Ma sarà vero? È nata prima la tendenza del momento o il talento degli autori dalla voce originale?sara-gavioli

Su cosa venda di più adesso, non c’è discussione: Young Adult, rosa, o romanzi leggeri, brevi e semplici, con protagonisti in cui sia facile identificarsi, magari con l’aggiunta di tanti buoni sentimenti e un finale pieno di ottimismo. Parlate di gattini, allora, di amore adolescenziale, delle acrobazie erotiche di donne forti ma pronte a lasciar fare al loro compagno (spesso affetto da sindrome bipolare, sembra) l’uomo che non deve chiedere mai. Oppure albi da colorare, tomi sulla New Age o su quanto sia positivo per il vostro karma spolverare casa ogni giovedì sera. E la letteratura? E la libera creatività dello scrittore? Per firmare quell’agognato contratto, in sostanza, bisogna piegarsi a questo tentativo di anticipare la prossima ossessione da caso editoriale?

Vi dirò: forse sì, ma non credo sia così semplice.

Quel che davvero crea i successi e le tendenze è una voce diversa dalle altre. Che si parli di un erotico o di un trattato filosofico, l’autore di successo è colui che riesce a dire qualcosa di attuale, concreto e interessante, ma in un modo nuovo.

È vero: tutti i lettori notano gli scaffali delle librerie sempre più colmi degli stessi romanzi, di copertine che sembrano tutte uguali, e nello scrivere la loro storia potrebbero imitare ciò che vedono. Si inizia sempre dall’imitazione, in fondo. Bisogna dire, però, che i nomi degli autori dei titoli-fotocopia non ce li ricorderemo mai, e che il vero obiettivo di un provetto aspirante non dovrebbe essere la semplice firma di un contratto editoriale. Bisogna venderlo, poi, quel libro, e far parlare di sé.

Ma allora come si fa, accidenti? Bene, provate a guardarvi in giro un po’ di più. Scoprirete che, al di là degli scaffali di cui vi lamentate, esistono tante case editrici coraggiose in cerca di talenti, dotate di cataloghi davvero brillanti. Ci sono, ci sono. In questo periodo, a dirla tutta, stanno fiorendo.

Forse, allora, le tendenze dovremmo crearle noi con contenuti sensati e voci originali. Proviamoci, giorno dopo giorno, rimboccandoci le maniche e insistendo, perché il successo arriva quando lavoriamo bene, innanzitutto.

E che ci dici dei generi tanto in voga negli anni passati? Ritorneranno o sono, ormai, destinati a scomparire?

A mio parere, quando un genere viene sfruttato troppo si inizia poi a guardarlo in modo diverso. Sta già accadendo anche per il rosa: gli agenti sono a caccia di titoli che, pur sfruttando l’onda di popolarità dei sentimenti, possano risultare approfonditi e interessanti.

Ho scorto qualche romanzo che disegna la figura del vampiro non più come un eroe romantico adolescente, ma usando i canoni del gotico vero e proprio. Il distopico, ormai esaurito e sfruttato in ogni modo possibile, non era una novità e anche quello meriterebbe un approfondimento. Fare previsioni è difficile, ma la mia speranza è che questi filoni possano trovare, dopo un successo commerciale notevole, una loro crescita con più attenzione e serietà.

 

Ringrazio Sara per questa analisi e vi auguro buona giornata.

Al prossimo post, ciurmaglia!

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