Il self è sinonimo di bassa qualità?

Buongiorno a tutti, amici lettori. Inauguro questo blog parlando immediatamente di un argomento che mi sta molto a cuore: il Self Publishing.

Parlo di autopubblicazione perché io per primo mi sono buttato in questo campo. A volte lo si fa per scelta, altre volte per mancanza di altre opportunità, altre ancora in maniera inconsapevole, come il sottoscritto. Difatti, quando iniziai, non avevo alcuna ambizione in tal senso, se non quella di raccontare storie e divertire chi avesse avuto voglia e desiderio di leggermi. Alla fine, però, eccomi qui e attraverso l’esperienza, le batoste e i piccoli successi, ho potuto vedere da vicino e dall’interno come funzionano determinati meccanismi, così da poter parlare con un briciolo di cognizione di causa.

Il Self, nel panorama letterario, è ormai un fenomeno in costante crescita. Molte persone vi ricorrono per i motivi sopra citati e la facilità con cui si può oggi produrre un romanzo o qualsiasi opera scritta destinata al pubblico, può sia dare l’opportunità a persone meritevoli di farsi conoscere e sia darla a chi non ha le competenze necessarie per creare qualcosa di qualitativamente valido. Questo, d’altronde, è il problema che si pone in tutte le forme di libertà al mondo.

Per questo motivo, a causa di cattive esperienze, molti lettori bollano le opere autopubblicate come opere di bassa qualità, con errori di ortografia, trame banali e personaggi scontati e superficiali. Non si può di certo negare che in molti casi sia proprio così, ma perchè un romanzo pubblicato dall’autore non deve essere necessariamente considerato inferiore rispetto a un romanzo distribuito da una casa editrice?

Essenzialmenteself-publishing-davis-open-forum-embed perché l’autore, se si comporta da bravo investitore di sé stesso, può avvalersi delle stesse figure professionali di cui si avvale la CE, ossia editor freelance, grafici e quant’altro. Ovviamente deve pensare che questi servizi avranno un costo, ma sono indispensabili se si vuole entrare nel mercato editoriale e poter essere competitivi.

Molti scrittori Self hanno proprio questo tipo di cura nella stesura del proprio romanzo. In questo modo trasformano il Self in una vera e propria opportunità.

D’altronde, internet sta permettendo questo tipo di visibilità non soltanto agli aspiranti scrittori ma anche ad artisti che si cimentano nei più svariati campi. Basti pensare a cantanti, attori, registi, intrattenitori e molto altro, che attraverso una vetrina come quella di You Tube riescono a raggiungere molte persone senza ricorrere a case discografiche, case di produzione ecc…

Questo non vuol dire che le case editrici siano da demonizzare. Per quanto il Self sia un’ottima opportunità per potersi avviare in questo settore, credo che a un certo punto qualsiasi scrittore indipendente avrà, prima o poi, la necessità di affidarsi a un grande marchio, se vuole affermarsi. Soprattutto se vuole raggiungere quella categoria di lettori ancora legata al libro cartaceo, ossia la maggioranza.

Ma se sei un lettore, invece, come puoi fidarti di un’opera autopubblicata e tentare l’acquisto? Come puoi sapere se lo scrittore indipendente che ha scritto il libro che hai tra le mani o che ti viene pubblicizzato sullo schermo, abbia seguito le prassi necessarie per scrivere qualcosa di buono o se le abbia saltate a piedi uniti? Ci sono due modi per poterlo sapere:

  1. Sfoglia il libro e leggi alcuni stralci per poterne valutare la qualità. Nel caso di un libro digitale, spesso è disponibile un estratto proprio a questo scopo.
  2. Affidati al passaparola e alle recensioni che trovi in rete. Nel Self vige la meritocrazia. Se un prodotto è scadente di certo se ne parlerà male.

E voi? Cosa ne pensate? Avete avuto esperienze in tal senso?

Al prossimo articolo e buone letture ciurmaglia!

 

 

 

Un pensiero su “Il self è sinonimo di bassa qualità?

  1. Io sono una scrittrice esordiente che si è auto pubblicata e non sarò certo io a valutare la qualità della mia opera, ma lo fanno sicuramente gli altri. Però da un po’ di mesi mi sono dedicata alla lettura di altri miei colleghi e posso dire che al 95% dei casi ho riscontrato opere che sono state scritte davvero bene, sia dal punto di vista strutturale che narrativo. Il self publishing, negli ultimi tempi è migliorato molto anche se, purtroppo, si porta dietro una cattiva opinione che fa parte del passato. Il futuro però io lo vedo diversamente.

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